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Giovani creativi: Spazio Mocart!

29/01/16 , , ,


Buongiorno a tutti!
Sono sempre alla ricerca di qualcosa di speciale che "impreziosisca" le mura di casa, più passano gli anni e più mi interessa il mondo dell'arte...
Oggi vi voglio parlare di quattro ragazzi, che, attraverso la loro arte, sono riusciti ad emozionarmi nel profondo. Luci, colori, immagini, sogni, che prendono vita creando pura poesia...
Un particolare dell'opera "SOSPESI" 188X88 cm, portone

Li ho incontrati per conoscerli meglio, chi riesce a dar vita ad opere così deve per forza essere una persona speciale! La portavoce del gruppo è Stefania, ragazza solare e sognatrice! Incuriosita comincio a fare qualche domanda...

Chi siete?
“Siamo quattro modi di vivere la creatività, che insieme hanno trovato il modo per far vibrare in armonia il proprio percepire la bellezza, il colore, la luce... l’Arte. Chi siamo noi?
Paolo: un’ anima sensibile. Il suo è un respiro profondo e probabilmente l’opera che parla meglio di lui è : “Il senso”, minimale nei colori, nelle forme ma così pieno di contenuti, guardate il dipinto e capirete.
Diego: il sognatore. Cammina guardando il cielo, i suoi occhi vedono un mondo vibrante di emozione, un mondo quasi surreale… magico, che riesce a catturare e raccontare anche a noi
Sonia e l’India dalla quale trae ispirazione ed energia vitale, lei è il nostro motore , il suo è un abbraccio che lascia senza parole, lei è “tanta roba”… torna presto Sonia, ci manchi!
E poi ci sono io con la testa sempre tra le nuvole, ad inseguire mille ispirazioni che continuamente frullano nella mia mente… perché per me, dipingere e creare, è come respirare.”
"IL SENSO" 113X73cm

Come vi siete conosciuti?
“Nasciamo come gruppo di amici , le nostre sensibilità simili e le nostre professionalità complementari ci hanno consentito di entrare in una splendida sintonia fin dall'inizio, discutevamo di ispirazioni, colori, immagini; serate cucinando, ridendo e creando idee, fino al momento in cui il nostro progetto è diventato realtà.”

Com'è nato Spazio Mocart?
“Il progetto Mocart è nato dalla nostra passione per l’Arte e la Creatività in genere, ognuno di noi ha nel suo percorso un legame con il “mondo creativo”, chi attraverso la pittura, chi la fotografia, la progettazione di tessuti per la moda e chi seguendo la comunicazione per riviste d’Arte.

Un particolare dell'opera "SOSPESI" 188X88 cm, portone
L'amore per la città di Modena, la mia città, è tangibile sin dal vostro primo progetto. Come vi è venuto in mente di utilizzare come supporti materiali provenienti da edifici rurali della zona?
La scelta di iniziare la nostra prima serie su antichi infissi in legno provenienti da casolari della zona è nata dall'idea di ridare vita, di far “parlare” questo legnoche racconta la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione… abbiamo iniziato la ricerca dei supporti più adatti… vi ricordate ragazzi, (Stefania ride con Paolo e Diego) quel giorno in cui pioveva e noi  eravamo dal rigattiere a cercare tra le cataste di porte, finestre, portoni, i pezzi più adatti ?! Non  eravamo mai soddisfatti, la venatura era troppo piatta, la forma non convincente e... i pezzi migliori erano sempre quelli in fondo alla pila  …
Scelti i supporti , è iniziato il processo di restauro cercando di conservare il più possibile la loro bellezza vissuta, quel fascino d’altri tempi, chiodi ribattuti che non esistono più, nodi profondi e prepotenti, una vera meraviglia, erano già belli così!

"SOSPESI" 188X88 cm
I supporti sono davvero stupendi, ma vi dirò che anche i soggetti rappresentati mi hanno colpito molto...
“Tutto è nato da un'idea "la sensazione dell equilibrio", quell'equilibrio che ognuno di noi ricerca , passo dopo passo, ogni giorno della propria vita. Le emozioni che abbiamo dentro abbiamo cercato di trasferirle nelle opere, il significato di ognuna di esse è per noi davvero molto importante, speriamo di esserci riusciti.”
"PERFETTI SOLO INSIEME" 73X110 cm

A me sembra proprio di si, le vostre opere mi hanno davvero emozionato, non avevo mai visto nulla di simile...
“Possiamo dirti che è il complimento più bello che degli artisti come noi possano ricevere ( dice Paolo, quello che potrebbe apparire come il più timido del gruppo ma i suoi occhi luminosi si accendono rivelando un mondo molto profondo appena inizia a parlare); sapere che anche solo una parte di ciò che abbiamo provato noi quando abbiamo creato le opere riesce ad arrivare dritta al cuore di chi le guarda è per noi una soddisfazione che non ha prezzo.”

Poetici sguardi... il nuovo progetto, di cosa si tratta?
“Per questo nuovo progetto siamo partiti dagli "esseri umani"...
Gli esseri umani sono importanti, gli esseri umani hanno dentro un mondo, ci entusiasmava l' idea di poter carpire qualcosa di esse, e non solo a livello di immagine, volevamo qualcosa di più profondo, riuscire ad entrare in contatto con la natura del soggetto e riuscire a trasferire un po di questa natura nell'opera.”

Interessante...e come avete fatto?
“Abbiamo pensato di lavorare al contrario, invece di essere noi a guidare il soggetto per il ritratto, per arrivare all'essenza abbiamo lavorato a ritroso.”
Una fase della lavorazione dell'opera "PROFUMI" 70X45X3.5cm
A ritroso rispetto a quanto avviene abitualmente giusto?
“Esatto! Vedo che hai compreso subito...
Abbiamo lasciato che fosse il protagonista del ritratto a guidare noi, lasciando che fosse lui a portarci all'interno del suo mondo, in un ambiente nel quale potesse sentirsi a suo agio, in un luogo che potesse essere definito come un "luogo proprio" che rispecchiasse qualcosa di se' che raccontasse qualcosa per lui....”

Si vede che non sono ritratti classici fatti in uno studio, come ci siete riusciti?
“Beh, non è stato facile facile .... Ma abbiamo ritratto persone nei luoghi più disparati, chi in un parco perché si sentiva bene in mezzo agli alberi, chi su una panchina perché riportava alla mente un momento particolare, chi sul luogo di lavoro o chi semplicemente seduto sul divano di casa sua.
Ognuno di noi ha un "proprio posto particolare" dove può essere se stesso.”

E come è andata?
“Dobbiamo ammettere che è andata meglio di quanto ci aspettassimo, siamo riusciti ad andare molto in profondità, a stabilire il contatto che cercavamo e alla fine il risultato crediamo che sia reale, tangibile nell'opera finale.”

Se quello che avete letto vi ha incuriosito e volete saperne di più li potete trovare sul loro blog cliccando qui.

Spero che questa intervista, vi sia piaciuta (è la prima per me!!), e se vi va, quando incontrerò un essere umano speciale come questi ragazzi, ve lo faro' conoscere attraverso il blog...

Love

Etta




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